Oggi vorrei parlarvi di una dei misteri dell'umanità, la prova concreta che le distanze sono soggettive e che i meridiani e i paralleli sono in continuo movimento. Non so infatti se vi è mai capitato di girovagare per la brianza o per qualsiasi altro paese della penisola italica (l'esperienza extra europea non è ancora stata accertata) mentre vi state dirigendo verso una meta qualsiasi.
Ad un certo punto, come le migliori allucinazioni da deserto, ecco apparire un cartello con l'indicazione: Como 10 KM a sinistra. Tutti fiduciosi decidete quindi di intraprendere la direzione consigliata, certi oramai che la meta sia vicina e godendovi il paesaggio; sono gli attimi in cui la vita vi sembra sorridere e dentro di voi vi beate per le vostre capacità orientative da piccione viaggiatore.
Peccato che poco dopo, circa 1 km, vi troviate dinanzi ad un nuovo cartello: COMO 15 km.
In quel momento capite che la relatività è una cosa vera e non solamente una teoria dal dubbio significato: avete viaggiato indietro nel tempo e nello spazio e attraversato le pieghe dimensionali, riuscendo ad allontanarvi dall'obiettivo mentre vi avvicinavate.
Il nobel è vostro.
O semplicemente questi "bellissimi" cartelli sono messi a casaccio. Oramai ne ho la certezza.

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