Nonostante il titolo possa far pensare ad altro, l'oggetto di questo intervento riguarda la vita quotidiana, vista attraverso le lenti di un videogioco; vi avevo infatti promesso che sarei ritornato sopra Epic Mickey e questo mi sembra il momento giusto per farlo, grazie alla vena poetica della neve che continua a scendere dalla finestra di fronte a me, creando la giusta atmosfera per poter fare due riflessioni.
Arriviamo subito al dunque: nel gioco in questione il protagonista si ritrova ad affrontare un mondo dove riesiedono tutti quei personaggi del mondo Disney che nel tempo sono stati dimenticati; l'aspetto straniante della vicenda è che mentre Topolino girovaga per le varie locazioni, diversi personaggi si rivolgono a lui cercando nei suoi occhi un barlume, un segnale del fatto che lui si ricordi di loro.
Ma purtroppo la sua mente non riesce ad arrivare a ridefinire il rapporto che lega la sua vita alla loro e tutto sembra scorrere senza un senso definito, una semplice collana di attimi da cui lui stesso protagonista si allontanerà terminato il suo compito. Le espressioni, i dubbi, la vergogna ci dicono molto di più di quello che il videogioco in superficie mostra.
Non stiamo parlando infatti di un action o di un platform dove ci si chiede solamente di saltare da un punto all'altro, ma Spector (l'autore del gioco) ci sta chiedendo di riflettere sulla nostra vita, su quei volti che abbiamo dimenticato e ci chiedono, anche solo per cinque minuti, di ricordarci di loro. E loro, nonostante tutta la nostra indifferenza, ci saranno sempre.
La vita che con il suo eterno scorrere sembra inarrestabile ci porta infatti a salutare persone, luoghi e istanti che in qualche modo ci hanno segnato e anche se faremo fatica a ricordarci della loro esistenza, in qualche attimo, in qualche istante, questi ritorneranno per ricordarci chi sono e da dove vengono. Per poi tornare nel dimenticatoio, felici di essere tornati protagonisti sul palcoscenico anche se solo per pochi secondi.
Difficile definire una risposta, impossibile trovare una soluzione, ma la potenza evocativa che un cartone animato riesce a trasmettere potrebbe forse suonare come una ode a quello che fu e un invocazione a non dimenticare. Mai. Perchè tutto quello che viviamo concorre a crearci e a definirci per quello che siamo, per quello che diciamo e per quello che faremo.
Siamo un mosaico di frammenti che non si incastrano fra di loro.
E infine, giusto per dire, ricordiamoci che alla fine stiamo parlando solo di un videogioco..strano vero?
Ma purtroppo la sua mente non riesce ad arrivare a ridefinire il rapporto che lega la sua vita alla loro e tutto sembra scorrere senza un senso definito, una semplice collana di attimi da cui lui stesso protagonista si allontanerà terminato il suo compito. Le espressioni, i dubbi, la vergogna ci dicono molto di più di quello che il videogioco in superficie mostra.
Non stiamo parlando infatti di un action o di un platform dove ci si chiede solamente di saltare da un punto all'altro, ma Spector (l'autore del gioco) ci sta chiedendo di riflettere sulla nostra vita, su quei volti che abbiamo dimenticato e ci chiedono, anche solo per cinque minuti, di ricordarci di loro. E loro, nonostante tutta la nostra indifferenza, ci saranno sempre.
La vita che con il suo eterno scorrere sembra inarrestabile ci porta infatti a salutare persone, luoghi e istanti che in qualche modo ci hanno segnato e anche se faremo fatica a ricordarci della loro esistenza, in qualche attimo, in qualche istante, questi ritorneranno per ricordarci chi sono e da dove vengono. Per poi tornare nel dimenticatoio, felici di essere tornati protagonisti sul palcoscenico anche se solo per pochi secondi.
Difficile definire una risposta, impossibile trovare una soluzione, ma la potenza evocativa che un cartone animato riesce a trasmettere potrebbe forse suonare come una ode a quello che fu e un invocazione a non dimenticare. Mai. Perchè tutto quello che viviamo concorre a crearci e a definirci per quello che siamo, per quello che diciamo e per quello che faremo.
Siamo un mosaico di frammenti che non si incastrano fra di loro.
E infine, giusto per dire, ricordiamoci che alla fine stiamo parlando solo di un videogioco..strano vero?

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