Torna l'appuntamento più amato da grandi e piccini, ovvero la disamina socio-storica dei videogiochi in grado di segnare un'epoca e di cambiare il mondo come l'abbiamo sempre conosciuto.
Questa volta parliamo di una piccola perla di una software house fra quelle che ho più amato, ovvero la mai troppo rimpianta Bullfrog; il gioco è (rullo di tamburi) Dungeon Keeper, uno strategico dove vi verrà chiesto di confezionare difese e trappole per poter fermare l'arrivo degli eroi nel vostro antro.
Sì, perchè a dispetto di quanto siamo soliti vedere questa volta non sarete voi i guerrieri senza macchia e senza infamia, ma impersonerete il ruolo dei malvagi, cattivissimi esseri avente come unico desiderio quello di compiere atti quanto più crudeli possibile.
Cosa rende questo gioco così particolare? Sicuramente l'atmosfera unica nel suo genere (perlomeno all'epoca della sua uscita) unita ad un gameplay accattivante e originale come oramai non siamo più abituati a vederne.
Se avete la possibilità, provatelo: non ve ne pentirete.
1) IMPORTANZA STORICA: Uno dei primi titoli dove viene chiesto al giocatore di combattere il bene, Dungeon Keeper aprirà una strada poi seguita, senza la stessa fortuna, da altre software house negli anni a venire. Unico.
2) IMPORTANZA SOGGETTIVA: Il riuscito mix fra horror e humor rende questo titolo fra i più accattivanti che mi sia mai capitato di provare. Corrompere un eroe ha un fascino difficilmente descrivibile.
3) NOTIZIE STORICHE: Come tutti i titoli di successo, anche DK ha avuto il suo bel seguito, in grado di migliorare l'originale sotto diversi aspetti. Tanto per cambiare sappiate che alle sue spalle c'è quel genio indicusso di Peter Molyneux. Eravamo nel 1997....
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