giovedì 13 gennaio 2011

Monte cinque

Quando all'interno del circolo vorticoso che risponde al nome di vita mi capita di mettere le mani su un libro, il mio corpo e la mia mente festeggiano in maniera smodata; quando poi il libro capita così a pennello nella mia esistenza (tanto che inizio a dubitare che sia solo un caso), non posso esimermi dal considerarlo il classico grasso che cola di cui nessuno può fare a meno.

Questa volta il fortunato tentatore è Paulo Coelho con una suo romanzo relativamente breve, Monte Cinque.

La trama è quanto di più semplice ci sia: il profeta Elia si becca sul groppone una missione e una responsabilità che non vorrebbe sue e da lì la sua vita è una continua ricerca del proprio destino, nella consapevolezza di quanto sia difficile capire il senso di alcuni episodi che quotidianamente ci capitano.

Vedere poi che ogni qualvolta il nostro sembra essere in grado di rialzare la testa, questi viene puntualmente bastonato, è un fenomeno che assomiglia in maniera molto precisa alla liberazione del "karma": rivivendo le tue sventure sei ingrado di rileggerle e di affrontarle, riconoscendo i perché e i per come da dove tutto viene e dove tutto va.

La lotta contro l'inevitabile, il voler continuamente rialzarsi ogni qual volta che il destino ci prende a schiaffi, consapevoli che c'è una Verità più grande che guida tutto quello che è il nostro percorso, è infatti un qualcosa in grado di farci rileggere ogni passaggio della nostra vita in maniera diametralmente diversa. E' una libertà forse difficile da cogliere, ma che permette di vivere con un orizzonte molto più ampio di quello che si possa immaginare.

E così, seppur Coelho a volte pecchi troppo in misticismo e religiosità border line, in Monte Cinque è in grado di accarezzare in maniera delicata il nostro animo e le nostre disavventure, appoggiandosi dolcemente e suggerendoci che non tutto lavora contro di noi, ma che anzi siamo ingranaggi preziosi all'interno di un meccanismo dove la libertà di scelta è comunque sempre ben presente.

Un buon libro, una buona trama e una prosa più che piacevole: direi che c'è abbastanza carne al fuoco per recuperare questo titolo.



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