E' una dura realtà che mi scoccia ammettere, soprattutto in considerazione dell'orgoglio che guida la popolazione maschile del pianeta, ma ieri ho avuto la prova indiscussa che le donne hanno dei super poteri. Poteri che noi esseri virili neanche possiamo immaginare e credo che non riuscirò più a mantenere la mia baldanza quando affronterò qualcuno dell'altro sesso.
Ma procediamo con ordine.
Ieri sera mentre mia moglie si addormentava placidamente sul divano dopo aver scelto come di consueto la programmazione serale, la lavatrice stava iniziando la sua cavalcata notturna, incurante di tutto quello che le stava attorno.
Terminata quindi la pellicola e constatato che la consorte era in evidente stato comatoso, l'ho invitata ad andare a letto, assicurandole che avrei sistemato io ogni cosa dopo aver fatto le due, tre attività che mi dividevano dal riposo notturno; fra le mansioni assegnate, ovviamente, quello della stesura dei panni.
Sempre ovviamente, terminati i compiti di cui sopra, mi sono preparato all'andata a letto, dimenticandomi bellamente da buon uomo di quei panni che mi attendevano placidi nel cestello, destinati ad una lunga notte di vane speranze.
Mi addormento quindi verso le 00:15, soddisfatto per quanto fatto e contento di avere quasi sei ore e mezza di sonno pulite pulite da sfruttare. Quando.. quando all'una, all'improvviso, sento una voce che mi richiama dal regno di Morfeo. Mia moglie.
Inizialmente ancora debilitato dalle palpebre pesanti non riesco ad afferrare il senso delle sue parole, ma alla seconda "passata", percepisco perfettamente un "bravo". Lì per lì sono disorientato, non capisco la referenza, ma mi auto convinco che la tenera consorte stesse ancora sognando.
Sbagliavo.
La seconda frase infatti leva ogni dubbio: "Bravo, perché hai fatto tutto". Stop.
Improvviso un lampo nella mente mi riporta al mio cestello della lavatrice che attendeva ancora la mia venuta; roso dalla vergogna confesso così la mia mancanza, solo per alzarmi poco dopo, a seguito di qualche sbuffo e un tentativo più ipotetico che reale della moglie di accingersi a sostituirmi per quanto colpevolmente dimenticato, e svolgere quanto assegnato.
La domanda dopo tutto questo è: come faceva a sapere?? Come faceva? Non mi aveva sentito venire a letto e la lavatrice stava ancora andando quando si è sopita. Fuori da ogni logica. Non c'è spiegazione logica, così come è morbosamente audace la sottile arte del senso di colpa che poche parole hanno insinuato nella mia mente.
Mi inginocchio a tale potenza.
Capite quindi perchè ora sono qui, a scrivere disorientato, timoroso della stessa mia ombra e preoccupato per eventuali scheletri nell'armadio. Un destino senza speranza di sfuggita. Panico assoluto.
Meditate gente, meditate.
Sempre ovviamente, terminati i compiti di cui sopra, mi sono preparato all'andata a letto, dimenticandomi bellamente da buon uomo di quei panni che mi attendevano placidi nel cestello, destinati ad una lunga notte di vane speranze.
Mi addormento quindi verso le 00:15, soddisfatto per quanto fatto e contento di avere quasi sei ore e mezza di sonno pulite pulite da sfruttare. Quando.. quando all'una, all'improvviso, sento una voce che mi richiama dal regno di Morfeo. Mia moglie.
Inizialmente ancora debilitato dalle palpebre pesanti non riesco ad afferrare il senso delle sue parole, ma alla seconda "passata", percepisco perfettamente un "bravo". Lì per lì sono disorientato, non capisco la referenza, ma mi auto convinco che la tenera consorte stesse ancora sognando.
Sbagliavo.
La seconda frase infatti leva ogni dubbio: "Bravo, perché hai fatto tutto". Stop.
Improvviso un lampo nella mente mi riporta al mio cestello della lavatrice che attendeva ancora la mia venuta; roso dalla vergogna confesso così la mia mancanza, solo per alzarmi poco dopo, a seguito di qualche sbuffo e un tentativo più ipotetico che reale della moglie di accingersi a sostituirmi per quanto colpevolmente dimenticato, e svolgere quanto assegnato.
La domanda dopo tutto questo è: come faceva a sapere?? Come faceva? Non mi aveva sentito venire a letto e la lavatrice stava ancora andando quando si è sopita. Fuori da ogni logica. Non c'è spiegazione logica, così come è morbosamente audace la sottile arte del senso di colpa che poche parole hanno insinuato nella mia mente.
Mi inginocchio a tale potenza.
Capite quindi perchè ora sono qui, a scrivere disorientato, timoroso della stessa mia ombra e preoccupato per eventuali scheletri nell'armadio. Un destino senza speranza di sfuggita. Panico assoluto.
Meditate gente, meditate.

Nessun commento:
Posta un commento