mercoledì 6 luglio 2011

Di shopping, misticismo e doveri coniugali

Di come la vita coinugale sia ricca di sorprese credo che lo abbiate già capito; quello che però rende il tutto decisamente lontano da qualsiasi concetto di monotonia è il fatto che ogni giorno è buono per imparare una lezione da quella vita che non smette mai di stupire.

Scenario: un placido sabato di luglio. Che in teoria placido lo sarebbe veramente se non fosse il fatto che lo stesso segni in maniera quasi demoniaca l'inizio di quella stagione che l'Uomo (con la U virile maiuscola) comune aborra. Il periodo dei Saldi (immaginare musica di sottofondo da cimitero).

Ecco così che accompagnare la tenera consorte a fare un giro a Como si travesta in un viatico verso terre luciferine, dove la speranza di portare a casa soldi e vita lentamente declini lungo la fila interminabile di autovetture destinate verso il regno di Sauron. 

La tragedia e lo sconforto si abbattono sul povero marito inerme. I miraggi di negozi anche parzialmente interessanti scompare sotto l'incessante muoversi di tacchi, gonne, mini gonne, ciarlio e sbuffare che sintetizza lo smaniare simile alle cavallette delle figlie di Eva quando si accalcano su quel singolo capo che sembra vitale. I 35 gradi all'ombra rendono la passeggiata degna del miglior mago Forrest intento in un numero ad alta pericolisità. Il fiato comincia a mancare. La vista si annebbia.

Ma è proprio qui, quando tutto sembra perduto, quando la carica di testosterone raggiunge i minimi storici, che il marito sagace trova modo di far ragionare la testa e compie alcuni studi sociologici che non si sa mai potrebbero venire utili. Se non altro per dare un senso al suo suicidio morale.

Esempio 1: L'estasi. 
Se pensavate che l'estasi fosse un fenomeno tipicamente religioso, vi sbagliate di grosso. Se non ci credete vi basterà appostarvi davanti all'ingresso di un qualsiasi negozio di abiti. Vedrete delle donne entrare incuranti della vostra persona fisica con la testa immobile nella direazione dell'oggetto del desiderio addocchiato dalla vetrina. Lo sguardo perso, gli occhi fissi. E se non sarete abbastanza veloci da spostarvi, rischierete di essere travolti e trascinati nell'Ade. 

Lezione: Mai posizionarsi al centro di un passaggio in un negozio, durante i saldi. Mai.

Esempio 2: Le pecore in attesa detto anche Meglio un uovo oggi o una gallina domani?
Negozio, calca abominevole, aria che comincia a mancare. Osservazione del territorio: negozio infestato da donne in  fibrillazione, impossibile sopravvivenza in ambiente ostile nonostate la presenza di un minimo di refrigerazione. 
Esterno, altro lato della strada, fila di nerboruti uomini che attendono le compagne contendendosi la tenue striscia d'ombra fingendo di ricevere chiamate o di leggere un sms importantissimo. Competizione troppo elevata e rischio di essere calpestati dall'orgoglio fintamente ostentato.
Ingresso, lato sinistro. Flusso continuo di aria condizionata, tenue frescura, piazzola di sopravvivenza, ossigeno. Salvezza.

Lezione: Un uomo attento studia il territorio e non si concede mai all'alternativa più semplice. Mai

Esempio 3: La speranza è l'ultima a morire. Prima dei saldi.
Moglie girovaga per i vestiti esposti, in triste solitudine non avendo trovato niente che aggrada il suo gusto. Marito guarda l'orologio ipotizzando l'orario di ritorno a casa, ingresso in soggiorno e distesa sul divano, pronto a commentare con malcelata compassione il dispiacere per l'acquisto mancato.
Quando ecco che il rovistare si fa più affannoso ed emerge il primo capo che vedrà passare trionfante il bancomat famigliare. Poco male pensa il marito di cui sopra, tempo di pagare e siamo fuori.
Errore: durante la fila ecco comparire un altro elemento "interessante" seguito da un altro e un altro, alla maniera della litania dei santi. 8 ore di attesa.

Lezione: Mai fare ipotesi sul tempo trascorso in un negozio. Lo spezzarsi dell'illusione rischia di essere dolorosamente più mortifero dell'attesa stessa.



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