Siamo ormai alla vigilia del campionato dopo i fatti triti e ritriti riguardanti il contratto collettivo, aspetti nei quali non voglio entrare vista l'assurdità di una situazione che vede scioperare alcuni elementi a discapito di altri e per motivi per molti versi assurdi. Mi piacerebbe invece, in questo gradevole inizio settembre, soffermarmi sulla riflessione che per noi interisti, dopo i lauti banchetti degli anni passati, sembra sia ritornato il momento di scendere in trincea per soffrire della pazzia della Beneamata e della sua dirigenza.
Ultimo episodio in ordine di apparizione, l'acquisto di Forlan, il presunto erede di Eto. Tralasciamo la discussione sul suo effettivo valore o sul fatto che possa o meno inserirsi negli schemi di mister Gasperini. Tralasciamo il fatto che l'acquisto si è rivelato sorprendentemente economico ( anche se la cosa qualche sospetto l'avrebbe anche potuto far nascere). Ma andiamo invece a concentrarci sul fatto che nel 2011, era di internet, era della comunicazione e dell'informazione, nessuno (e ripeto nessuno) si sia accorto che il nostro nuovo beniamino non possa giocare in Champions avendo disputato i preliminari di Europa League.
Cioè, settimane di operazioni segrete, contatti, dispute e quant'altro e ci è sfuggito questo piccolo e insignificante particolare? Da buon interista credo che questa faccenda possa aspirare ad essere paragonata all'acquisto di Caio e delle imprese dell'incredibile Darko Pancev. Con il correttivo però che sono passati diversi anni e nella mia mente si era formata la pia illusione che certi passi falsi fossero memoria del passato. Sbagliato. Profondamente e dolorosamente sbagliato.
E poco consola il fatto che ad esempio gli amici juventini abbiano visto comprare e vendere, ancora prima di giocare una partita, quello che era considerato il nuovo terzino titolare, tale Ziegler. Loro infatti hanno lo stadio di proprietà, mentre noi fatichiamo a pagare delle piscine.
Ah, l'ìnter. Quanto mi mancava...
Ultimo episodio in ordine di apparizione, l'acquisto di Forlan, il presunto erede di Eto. Tralasciamo la discussione sul suo effettivo valore o sul fatto che possa o meno inserirsi negli schemi di mister Gasperini. Tralasciamo il fatto che l'acquisto si è rivelato sorprendentemente economico ( anche se la cosa qualche sospetto l'avrebbe anche potuto far nascere). Ma andiamo invece a concentrarci sul fatto che nel 2011, era di internet, era della comunicazione e dell'informazione, nessuno (e ripeto nessuno) si sia accorto che il nostro nuovo beniamino non possa giocare in Champions avendo disputato i preliminari di Europa League.
Cioè, settimane di operazioni segrete, contatti, dispute e quant'altro e ci è sfuggito questo piccolo e insignificante particolare? Da buon interista credo che questa faccenda possa aspirare ad essere paragonata all'acquisto di Caio e delle imprese dell'incredibile Darko Pancev. Con il correttivo però che sono passati diversi anni e nella mia mente si era formata la pia illusione che certi passi falsi fossero memoria del passato. Sbagliato. Profondamente e dolorosamente sbagliato.
E poco consola il fatto che ad esempio gli amici juventini abbiano visto comprare e vendere, ancora prima di giocare una partita, quello che era considerato il nuovo terzino titolare, tale Ziegler. Loro infatti hanno lo stadio di proprietà, mentre noi fatichiamo a pagare delle piscine.
Ah, l'ìnter. Quanto mi mancava...

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