Quando si ha a che fare con un piccolo esserino lungo
poco più di 50 cm (che d'ora in avanti chiameremo convenzionalmente "l'essere") si
impara presto che tutti i corsi di sopravvivenza a cui avete partecipato durante
gli anni hanno finalmente raggiunto il loro scopo.
Dovete infatti sapere che, nonostante vi possiate ritenere di intelletto superiore, forti della vostra esperienza e del vostro navigato carisma, loro, questi piccoli e simpatici "esseri" sono sempre una spanna oltre a voi. E la vostra può essere solo una resa non condizionata.
Proverà comunque a donarvi un decalogo di sicurezza per limitare perlomeno i danni, certo che, comunque vada, sarà un successo.
1) Quando l'essere viene approcciato per la fase di cambio pannolino dovete essere pronti a tutto. Se poi avete la fortuna di avere un essere di modello maschile dovete sapere che la potenza è inversamente proporzionale alla lunghezza del proprio "affarino": lasciatelo libero per i pochi secondi necessari per prendere la nuova mutandina extra assorbente e verrete investiti da un idrogetto in grado di allagare il bagno in meno di 10 secondi; il tutto ovviamente accompagnato dal sorriso malefico dell'infante.
Nota bene: Occhio a dove punta con il suo piccolo cannoncino: "l'acqua degli angeli" non ha un buon sapore.
2) Se vi sorride mentre sta mangiando, sappiate che il vostro destino è segnato: da lì a poco verrete infatti investiti da un'eruzione lattifera modello Krakatoa, capace di generare una maschera facciale istantanea al dolce sapore zuccherino. Dite pure addio a camicia, felpe e maglioni.
3) Non osate mai sfidare l'essere: qualora si senta minacciato nella sua virilità il piccolo risponderà nella maniera più spietata possibile; e se dovesse iniziare a fare pupù quando è a chiappette al vento, niente potrà fermare l'irresistibile forza dei suoi lombi capace di generare una massa pari a quattro volte il peso dell'infante.
L'unica salvezza è creare una barriera protettiva di pannolini per cercare di arginare il problema, ma non pensate minimamente di poterlo fermare.
L'unica salvezza è creare una barriera protettiva di pannolini per cercare di arginare il problema, ma non pensate minimamente di poterlo fermare.
4) Le coliche sono un bel problema, probabilmente l'evento più doloroso che l'essere abbia mai avuto modo di provare nella sua breve esistenza; non pensate però che appoggiare la sua testa sulla vostra spalla massaggiando delicatamente la schiena possa essere una soluzione al problema. Non appena avrà il vostro timpano sotto mira, casualmente troverà la forza per inarcare la sua piccola e rotonda testa calva e indirizzare all'interno del vostro timpano un urlo capace di generare un terremoto del 2.4 scala richter. Tappi per le orecchie sono l'unica possibile salvezza.
5) Anche la notte è un momento particolare, soprattutto quando il vostro piccolo essere decide che le 3 di mattina possono essere un buon momento per svegliare i genitori; e voi, quando alzandovi cercando di mantenere una posizione eretta accettabile vedrete i piccoli fari del vostro piccolo, comunemente chiamati occhi, aperti e squillanti non coltivate neanche una minima speranza. La notte è andata e il sonno pure.
6) I denti. Sì, i denti. Sarebbe sufficiente questa parola per simboleggiare il dolore catartico che il loro arrivo comporta: momenti di gioia che si trasformano in tragedie greche nel giro di una manciata di decimi di secondo, il ringhiare sommesso al solo avvicinarsi di qualcosa di "mordibile" (neologismo approved!), le urla apocalittiche nel cuore della notte. Quale soluzione? Creme e gel istantanei sono solo dei tamponi ad una soluzione che non esiste. E no, incidere la gengiva dell'essere non è esattamente consigliato.
7) Lo ammetto, quando l'essere ha cominciato a mostrare i primi segni del passaggio da una posizione detta "del verme" ad un assestamento su due arti, il panico si è diffuso. Come arrestare il suo incedere verso qualsiasi oggetto a portata di mano? In questo caso due le soluzioni: la prima, il filo a bassa tensione, sembra sia sconsigliato dall'associazione genitori per problemi di compatibilità; il secondo, quello che consiglio, prevede la costruzione di una serie di piramidi di mobili con cui portare in salvo il salvabile.
E il resto? Considerateli sacrifici all'essere per permetterne la crescita limpida e vigorosa.
E il resto? Considerateli sacrifici all'essere per permetterne la crescita limpida e vigorosa.
8) Prese elettriche et similia; è ufficialmente provato: l'essere e i suoi simili sono irrimediabilmente attratti da qualsiasi foro di qualsiasi dimensione; ora, se avete delle prese a norma, è praticamente impossibile che le estremità delle mani dei vostri infanti possano infilarsi al loro interno, ma qualsiasi altro oggetto acuminato sarà per loro motivo di prova e gaudio. Se non volete quindi privarvi dell'utilizzo della corrente elettrica, in vendita potete trovare dei comodi copri-prese apribili con chiave personalizzata. Ecco, magari ricordate di non lasciare a portata di ingoio le chiavi in questione.
9) La tecnologia affascina l'essere, non c'è dubbio. Dategli un cellulare non funzionante e questo verrà lanciato ad una distanza siderale (per l'essere, si intende); dimenticate per sbaglio il vostro alla sua portata e lo ritroverete cosparso di una sostanza simile alla bava delle lumache nel giro di pochi secondi. Niente può fermare il suo incedere, il tutto ovviamente coronato da una risatina sadica nell'istante preciso in cui il nostro riuscirà a raggiungere il suo scopo.
L'unica possibilità è puntare su un surrogato giocattolo. Ma è un surrogato, appunto.
L'unica possibilità è puntare su un surrogato giocattolo. Ma è un surrogato, appunto.
10) Gran chiusura per quello che è il plus non ultra degli spauracchi paterni: il bagnetto. Esistono due varianti che potreste affrontare nelle vostre imprese: l'anguilla e l'incudine, entrambi visionabili in una stessa sessione.
L'anguilla prevede che il piccolo infante decida di mostrare a tutto il mondo quanto può essere facile uscire dalla presa del genitore, fornendo prestazioni da fare invidia ad una latta di olio d'oliva extravergine; l'incudine invece prevede che, esattamente nel momento in cui nel padre si insinua una falsa sicurezza, improvvisamente il peso del corpo, solitamente la testa, decide di sfruttare al massimo la forza di gravità, alla ricerca di spigoli o angoli scoperti.
L'unica vera soluzione in questi casi è un'imbragatura a doppie cinghie laterali con impianto di sicurezza e un sistema di puleggie ancorate al soffitto.
Non disponete di tutto questo? Anche qui due alternative, anzi tre: lasciare il compito alla madre, pronti per criticare eventuali passaggi a vuoto; lavare l'infante con una bottiglietta d'acqua, possibilmente naturale; lasciare il piccolo all'aperto nelle giornate di pioggia. A voi la scelta.
L'anguilla prevede che il piccolo infante decida di mostrare a tutto il mondo quanto può essere facile uscire dalla presa del genitore, fornendo prestazioni da fare invidia ad una latta di olio d'oliva extravergine; l'incudine invece prevede che, esattamente nel momento in cui nel padre si insinua una falsa sicurezza, improvvisamente il peso del corpo, solitamente la testa, decide di sfruttare al massimo la forza di gravità, alla ricerca di spigoli o angoli scoperti.
L'unica vera soluzione in questi casi è un'imbragatura a doppie cinghie laterali con impianto di sicurezza e un sistema di puleggie ancorate al soffitto.
Non disponete di tutto questo? Anche qui due alternative, anzi tre: lasciare il compito alla madre, pronti per criticare eventuali passaggi a vuoto; lavare l'infante con una bottiglietta d'acqua, possibilmente naturale; lasciare il piccolo all'aperto nelle giornate di pioggia. A voi la scelta.

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